Liquid Virus

Opinione minoritaria senza pretesa di verità. E se il covid fosse nato per screditare la Cina, altrimenti vittoriosa sul campo della tecnologia 5G? E se, successivamente, visto quel che ne è derivato, si fosse pensato di utilizzare per scopi più estesi la situazione, portandola ad una frontiera più avanzata?

Queste domande traggono origine dalla constatazione che la frontiera più avanzata della costruzione sociale è oggi la “liquidazione della società”. Con questa definizione, che proviene dall’ analisi marxista, si intendeva significare la fine della società articolata in classi e l’emancipazione delle masse. Oggi, Zygmunt Bauman ha tradotto questo concetto in una nuova accezione, “modernità liquida”, per significare un’articolazione della società in un’unica e impotente underclass, dove la classe media viene affondata in una subalternità che ha come sfondo la fine del lavoro dipendente e la reintroduzione, sia pure su livelli differenziati, dello sfruttamento e della schiavitù.

La domanda è dunque: chi è lo sfruttatore?

La risposta è impalpabile, perché il capitalismo ha corroso le istituzioni (gli stati nazionali e le federazioni di stati occidentali, siano gli USA o gli EU e sia o non sia la definizione “federazioni” costituzionalmente idonea a definirle). La classe politica, il volto noto del potere, è in realtà soltanto un teatrino di marionette in mano a palazzi inaccessibili dove si decidono i valori finanziari, il vero potere.

I valori finanziari, nel XXI secolo, non hanno più a che vedere con la produzione industriale. Sono diventati indipendenti e arbitrari. La “crisi” è solo un modo per distruggere la ricchezza dei risparmiatori (la classe media affluente, cui i proletari potevano accedere attraverso il risparmio e l’istruzione) e concentrarla nelle mani dei pochi.

La produzione industriale, del resto, ormai è a bassa intensità di manodopera e ad alta intensità di capitale, per usare termini marxisti. In altre parole, di lavoratori in grande quantità non c’è più bisogno: oggi la produzione è meccanizzata. Quindi, la produzione non ha bisogno del proletariato inteso come classe operaia.

Ed ecco il consumatore nella sua nuda vulnerabilità. Risolto il problema della produzione, ecco il tema della distribuzione. Si tratta di smaltire il sistema della produzione di massa che è stato in uso nel ‘900, e questo continuerà finché si potrà estrarre da esso surplus. Se i lavoratori non servono più alla produzione, si dia loro un reddito per acquistare le merci prodotte, in modo da poter continuare a estrarre surplus.

Quando questo modello sarà superato, non ci sarà più bisogno di grandi masse di popolazione.

Ecco, ci stiamo avvicinando a questo momento. Ed ecco una possibile verità del virus (non l’unica, non siamo dogmatici): e cioè che, poiché lo smaltimento della produzione industriale “modello ‘900” è già ai titoli di coda, si profila adesso una nuova situazione: la possibilità di sfruttare le masse attraverso una dittatura sanitaria, costringendo all’acquisto di disinfettanti, mascherine, farmaci e vaccini e costruendo le condizioni per l’accettazione sociale di questa condizione attraverso la propaganda di stato replicata dai telegiornali.

La creazione di psicosi è funzionale all’acquisto compulsivo di farmaci e la condizione di isolamento è perfetta per evitare ogni possibilità di circolazione delle idee in ambienti middle class. Le azioni socialmente orientate, per non dire le manifestazioni di piazza (ma anche e soprattutto le riunioni politiche e ideologiche) sono additate come “comportamenti irresponsabili” e considerate come fatti da reprimere, con sollecitazione ad ognuno di denunciare questi comportamenti.

Alla fine, lo scenario è questo e le sue origini sono note dalla diffusione del Global Financial Stability Report del Fondo Monetario Internazionale del 2012 (allora diretto da Christine Lagarde, oggi presidente della Banca Centrale Europea). In questo documento si legge: «Le implicazioni finanziarie del vivere più a lungo sono enormi: se nel 2050 la vita media si allungherà di 3 anni rispetto alle attese attuali, i costi già ampi dell’invecchiamento della popolazione aumenteranno del 50%». È l’allarme-longevità lanciato dall’Fmi guidato dal direttore generale sui sistemi pensionistici e l’assistenza sanitaria. «Ed è per questo – commentava dalle nostre parti IlSole24Ore (tra i vari, articolo di Vittorio Da Rold del 12 aprile 2012)che i governi devono correre ai ripari al più presto e senza indugi».

Riepilogando:

  1. non serve più un proletariato, ma solo un popolo di consumatori che garantiscano il surplus da sfruttamento della produzione industriale;
  2. la produzione industriale è garantita dalle macchine, non servono operai se non in numero limitato e altamente specializzato (ingegneri);
  3. il proletariato è liquidato (cioè licenziato) e non esiste più una classe operaia;
  4. il sindacato è sciolto perché i vertici fanno parte – per ammontare della retribuzione annuale – della classe dirigente;
  5. i partiti dei lavoratori non esistono più perché sono nelle mani del capitale;
  6. agli operai viene dato un reddito per permettere loro di comprare le merci dei supermercati e smaltire la produzione che garantisce il surplus delle imprese;
  7. le imprese dominanti cominciano a non aver più interesse per la produzione in serie e lo sfruttamento si trasforma in condizionamento limitativo della libertà attraverso presupposti sanitario-farmacologici;
  8. la diffusione di epidemie artificiali diviene funzionale alla limitazione della libertà politica delle classi affluenti che hanno beneficiato delle conquiste sociali e di benessere del dopoguerra;
  9. lo smantellamento dei diritti civili diviene il presupposto del nuovo imperialismo capitalista che si propone la realizzazione eugenetica di una nuova razza potenziata.

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