Etna

[English page here] Ci sono molti modi di avvicinarsi ad un vulcano. Il più potente è tentare l’ascensione alle parti sommitali. Ma raggiungere la vetta non equivale a possederne il mistero e la conoscenza. Ci sono altri aspetti che sono essenziali: come sa ogni viaggiatore, il viaggio non è la meta, ma il sentiero. Ed il sentiero di questa montagna dal cuore rosso di fuoco è nella flora di asfodeli e astragale, nella vegetazione del bosco di faggi di querce di castagni di pioppi, non meno che nelle pietre dei suoi improvvisi deserti di lava di cenere di basalto. Ci sono poi dimensioni ulteriori, che riguardano l’universo simbolico in cui la montagna s’innesta: e qui la poesia e il mito impongono al visitatore di rivedere l’intero impianto del suo pensiero. E a noi viventi del XXI secolo, che abbiamo in dono la conoscenza istantanea di cose che un attimo fa ci erano ignote, rivisitare l’impianto delle leggende e degli archetipi dell’inconscio collettivo non solo è necessario ma diventa impellente e inderogabile quando si entra in contatto con luoghi come questo.

Se provassimo a riflettere sul perché la leggenda di Encelado (il sodale di Prometeo nella rivolta contro il trono celeste, che il mito vuole sepolto sotto l’isola di Sicilia, dove l’Etna ancora ribolle del suo spirito di fuoco) è di gran lunga meno noto dell’innocua leggenda di Polifemo, se dovessimo accorgerci che non sappiamo nulla di Pan o di Ecate, che di questi luoghi sono gli spiriti potenti, se poi trovassimo tracce di una mitologia dei vulcani che, al di là delle differenze locali, con caratteri di identità profonda, è diffusa in tutto l’Oriente (dal Fujiyama al Krakatoa), investe l’Himalaya (anche se il fuoco non giunge in superficie), s’innesta nel Caucaso (dove Prometeo rimase incatenato per più di mille anni), attraversa l’equatore e si ripresenta nelle Ande, si ritrova inatteso in Antartide e riaffiora indomito in Europa (dall’Islanda all’Italia), allora dovremmo avviare un restart del nostro sapere: e forse è questo che possiamo fare insieme. Ed è questo che ci avviamo a fare.

Camminando passo dopo passo ogni meta è raggiungibile. Contemplando la natura i nostri pensieri si sciolgono come neve al sole. Meditando in silenzio e ascoltando il respiro pensieri superiori affiorano e ci mettono in corrispondenza con quella parte di noi che già vive nel Sole.

“Etna” è una pagina di Fondazione M, il cui tema è il più alto vulcano attivo d’Europa considerato naturalisticamente, per le esperienze di ascensione fisica (trekking) e meditazione (rajayoga), vissute nel rapporto con l’immaginario simbolico di questo vulcano. Per informazioni e contatti scrivere a fondazionem@gmail.com
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