Qual è un libro che secondo te meriterebbe un sequel?
Senza dubbio. E dico perché. La prima parte va dal 1939 al 1999. È una saga familiare, intergenerazionale: ma non è relativa a una famiglia ricca, potente e nota, come i Florio, ad esempio. Nemmeno all’americana, con la celebrazione dei nuovi ricchi venuti dal nulla. È una saga modesta, di una periferia d’Europa, con tutte la qualità , i difetti e i limiti di chi parte da un evento disastroso. La guerra è sempre un evento disastroso, occorre ricordarlo? Si, sempre, e non è mai abbastanza. Così questa saga familiare diventa paradigma di tentativi di tornare «alla vita normale», da cui gli inganni della strada e delle sottoculture determinate dal capitalismo ostacolano e distolgono, con mille possibilità di degradazione. Dalle sigarette alla propensione all’indebitamento, dal desiderio di istruzione alla incapacità economica. È una saga antitetica al modello competitivo, che indica il valore salvifico della cooperazione e della affannosa ricerca della coscienza.
Il sequel ci sarà . Nel 2039. In modo da coprire un secolo. Se l’Autore vivrà o no, non importa.

