LE MESSAGE DE L’ETOILE POLAIRE

Il est onze heures a la grand horologe de L’Univers, la Porte est ouverte, et le élus sont conviés.

Car l’épé a dèchiré les entrailles de la Femme et dans la “profondeur du Sein” la Parole est prononcèe.

Le péché n’est plus et dans la novelle cité brillante l’arbre de vie offre déjà aux baisers du soleil rénové son premier fruit odorant.

Le Prince du Monde, le Grand Condanné de la première heure a expié sa faute et retrouve son épouse lavée da la tete aux pieds.

Bienheureux ceux dont la chandelle s’allume à la nouvelle aurore, bienheureux ceux qui ont ouvert leurs yeux à la lumiere qui éclare trionphante au coeur de la Nuit, à l’heure promise du renouveau.

Le Fils se place sur son trone et envoie aux quatre coins du monde ses serviteures fidelès chargès des cuellir la moisson.

Une heure encore est laissée à toute creature, un temps bref: mais decisive celui qui a des oreilles pour entender peut encore changer de direction et accourir à la Vie en abandonant la Mort.

La Coupe est offerte à tous, mais le vin doit etre buvolontairement, conformément à l’antique sagesse que le silence a conservée intacte jusqu’à ce jour.

Maintenant les lévres sont déliées et il suffit d’écouter pour comprende chaque chose.
C’était d’abord le signe,ensuite ce fut le symbole aujourd’hui s’ouvre l’ere de la réalité.

Paix à tous et joie à claque etre juste.

Maria de Naglowska
Alexandré d’Egypte, 1927

Maria De Naglowska – Source image: Nowhere

Meno nota di un’altra grande donna russa, Helena Petrovna Blavatsky, a differenzare Maria de Naglowska è anche il posizionamento politico: se HPB la troviamo in maniera chiara sempre schierata sul versante progressista, MDN è da principio assorbita nel nucleo di cerchie reazionarie e atistocratiche. Tra il 1921 e il 1926 la troviamo a Roma, partecipe del Gruppo di Ur, nella cui rivista verrà pubblicata la poesia sopra riportata.

Spesso accusata di essere una satanista, come spesso avviene a tutte quelle personalità che osano guardare dietro il velo del rimosso, Maria De Naglowska giudicava puerile credere in un dio contrapposto a un altro dio. Sviluppò piuttosto un’idea differente della Trinità, dando parte al femminile e al sesso come istanza creativa e generativa.

Dopo gli anni romani, si trasferì a Parigi dove, conosciuta come “La Sophia de Montparnasse”, divenne parte fondamentale della cerchia surrealista di André Breton e Man Ray e autrice di libri scandalosi per l’epoca, come “La Lumière du Sexe” e assumendo il ruolo di direttore per riviste come “La Flèche” (la carne) – organo d’azione magica.

Le sue idee contengono tuttavia pericolose derive che scivolano nei territori impervi delle dottrine razziali: l’idea di una tradizione iperborea permea l’opera della Naglowska ed è sentiero di ispirazione per molte derivazioni, tra le quali si può di certo annoverare la Fratellanza Polare nelle cui fila ritroviamo, secondo la ricostruzione di North, occultisti del calibro di Jean-Marque Riviere, Victor Blanchard, Jean Martin Chaboseau (figlio di Augustin), Réné Guénon, Cesare Accomani (che sotto lo pseudonimo Zam Bhativa scriverà Mysterioso Asya, dove balena la teoria della terra cava che diventerà celebre con la pubblicazione del guénoniano Il Re del Mondo).

Questi temi sono tornati d’attualità, a quanto pare.

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