Il Tibet e la visita della Società di Studi per la Preistoria dello Spirito

Ci siamo occupati in precedenza con un fortunato articolo, Il Tibet e il Re del Mondo, molto letto e ancor più apprezzato, di questo argomento. Senza però giungere sino ad una inattesa attualità. Per giungere a questa soglia di relazione, sarà sufficiente mettere in relazione poche significative qualificazioni.

Partiamo dal luogo misterioso, il Tibet imponderabile. Come abbiamo ricostruito nell’articolo richiamato, è abbastanza sciocco pensare ad una sorta di paradiso che i Lama hanno perduto dopo esserne stati cacciati dalla Cina comunista di Mao. Chiariamo meglio: il Tibet era un luogo di spiritualità, ma per la casta dei Lama (equivalente tibetano del concetto sanscrito di Brahmano). Gli altri erano costretti a lavori di fatica, particolarmente gravosi alle altezze di città come Lhasa, in condizioni pessime. In breve, una società sacerdotale organizzata in caste impermeabili tra loro.

L’incontro con gli SS della Deutsches Ahnenerbe – Studiengesellschaft für Geistesurgeschichte (Eredità tedesca degli antenati – Società di studi per la preistoria dello spirito) non è affatto incompatibile con questo modello antropologico: ed infatti l’incontro avvenne.

Vetta del Kang Chen Junga. Photo: Johannes Bahrdt  (Wikipedia, Creative Commons)

La Deutches Ahnenerbe fu fondata nel 1935 per iniziativa di Heinrich Himmler, che intendeva riprendere i concetti della Thule Gesellschaft fondata da Rudolph Glauer detto Von Sebottendorf, rimescolandole con “la Bibbia Nordica”, l’Oera Linda, un manoscritto ritenuto falso e già diffuso, ri-tradotto in quell’epoca da Herman Wirth, che Himmler teneva in alta considerazione.

Wirth fu il primo presidente della Ahnenerbe, che lasciò nel febbraio 1937. Gli subentrò Walther Wüst, rettore dell’Università di Monaco e membro dell’Accademia delle Scienze, affiancato da uno stretto collaboratore di Himmler, Bruno Galke.

Nel 1938 la Ahnenerbe organizzò una spedizione in Tibet, su proposta del biologo Ernst Schäfer. In quel tempo il Tibet, dopo la scomparsa del XIII Dalai Lama, era sotto reggenza provvisoria. Il XIV, BsTan Adsin Rgya Mts’o, in quel tempo aveva tre anni.

La visita a Lhasa doveva durare quattordici giorni, ma l’intesa stabilitasi tra le SS e il governo tibetano prolungò di molto il soggiorno e comprese l’incontro a Shigatse, nel monastero di Tashi Lhunpo, con il nono Panchen Lama, Lobsang Tseten. Qui ebbe luogo la stipula di un documento di amicizia con il Terzo Reich, sembra però disturbata dalla profezia di un veggente tibetano che avrebbe detto a Schäfer: “Verranno gli uomini volanti e ci sarà una grande catastrofe. Qualcosa di terribile accadrà nelle terre degli Inglesi e dei Tedeschi. Vi sarà una scintilla enorme e anche la nostra religione ne sarà colpita”.

Le teorie di Herman Wirth sulla Tradizione Iperborea sono tornate d’attualità in tempi recenti, a causa della rivisitazione che ne stanno facendo autori contemporanei. L’idea centrale è astronomica ed è fondata sull’osservazione delle stelle fisse, cioè di quelle stelle che non spariscono mai sotto l’orizzonte durante il corso dell’intero anno.

La riproposizione di queste tesi è un punto di osservazione di grande attualità, se si considera che da questi fondamenti trae ispirazione la più attuale teoria politica d’opposizione a un liberismo che, dopo aver promesso libertà e successo incondizionato, sta invece erodendo lo stato sociale e contrabbandando diritti effimeri per diritti civili.

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