Chorós

Il Teatro Antico di Catania è un luogo speciale, un cuore segreto nascosto nel cuore della città. Per lungo tempo sepolto sotto case e palazzi che lo hanno tenuto nascosto agli occhi, oggi il teatro torna ad essere centro pulsante, alimentato da un’aorta sotterranea che lo attraversa: il fiume Amenano, simbolo mitico della tenacia, della città che non si arrende, rio irruento e indomito eppure dolcissimo, che placa con le carezze delle sue acque l’irruenza della lava. Proprio dal fiume sotterraneo prende nome il Festival che con le sue quattro rappresentazioni costruisce l’ideale incontro tra la tragedia classica e il suo complemento shakespeariano, quasi a rappresentare le anime stratificate nei secoli che nel Teatro Antico di Catania si incontrano: se la struttura è greca e romana, i palazzi che ancora incombono sulla cavea sembrano richiamare il teatro elisabettiano, quel “Globe Theatre” che fu il teatro londinese di Shakespeare e che qui, attraverso la mediazione del Globe Theatre di Roma, diretto da Gigi Proietti, ritrova il suo perfetto palcoscenico. Dopo il successo della rappresentazione d’esordio, un Prometheus consegnato ormai agli albi dell’indimenticabile, il ciclo di rappresentazioni del Festival Amenanos continua con:

Melania Giglio. Alle sue spalle, il M° Podda e il coro della Cappella Tergestina

una cavalcata sulle ali delle musiche di scena composte da Marco Podda per il Teatro Antico, eseguite da strumenti e voci recitanti (Melania Giglio e Daniele Salvo), in cui le suggestioni sonore della tragedia e le parole del mito manifestano il loro irresistibile effetto. Gli spettacoli si terranno il 10 e 11 Maggio alle ore 19:00

Il Maestro Marco Podda è diplomato come contratenore al Conservatorio G. Tartini di Trieste ed è giunto al compimento degli studi superiori di chitarra classica con Ennio Guerrato. Ha studiato canto con Dietrich Schneider e Renée Jacobs, composizione e direzione corale con Andrea Giorgi e Hans Ludwig Hirsch, direzione orchestrale con Donato Renzetti. E’ altresì medico foniatra, laureato in medicina e chirurgia ed esercita consulenza per vari teatri. Ha insegnato anatomo-fisiologia della comunicazione orale all’Università degli studi di Trieste; ha coadiuvato Giorgio Pressburger nei corsi di “Musica per il teatro” al DAMS di Gorizia e tiene corsi e master-class della comunicazione vocale e della sonorizzazione. Fondatore e direttore della “Cappella Tergestina” e del “Kol Ha-Tikvà” che ha diretto in oltre 300 concerti in Italia, Austria, Slovenia, Germania e Francia. Autore di numerose pubblicazioni di carattere scientifico sui temi della voce, parlata e cantata, comunicazione vocale e metalinguaggio musicale, svolge attività compositiva: ha scritto musica strumentale, per voce sola e con strumenti, per coro a cappella e con orchestra, spettacoli di drammaturgia musicale e di teatro musicale e ha prodotto musica di scena per oltre 75 spettacoli in 30 anni di attività, tra i quali ricordiamo L’Adulatore di Giorgio Pressburger, Sette a Tebe di Jean-Pierre Vincent, Edipo Re di Daniele Salvo, Wordstar(s) di Giuseppe Marini. Vincitore di concorsi nazionali ed internazionali, le sue opere musicali sono eseguite e pubblicate in Italia e all’estero e registrate per le case editrici Mozart International Osaka, Pizzicato Verlag Helvetia, Carrara, Tactus, Audi Ars Studio, Erato, Rivo Alto e per la Rai Nazionale.

Questi gli altri spettacoli in programma:

Sonetti d’Amore di William Shakespeare: dal tempo dei drammi classici, non c’è alcun nome se non quello di Shakespeare, che abbia saputo divenir sinonimo di teatro. Eppure, lui credeva che la sua opera più importante, quella per cui sarebbe stato ricordato, erano i Sonetti.


William and Elizabeth è uno dshakespeariano, come i Sonetti, per la regia di Melania Giglio e con la produzione del Globe Theatre di Roma (Direzione artistica di Gigi Proietti), in cui emergono le tensioni tra la poesia e il potere, tra l’essere e il trasumanare.


Prometheus,
 lo spettacolo che ha segnato il debutto del festival, prima assoluta, un allestimento dedicato a questo teatro antico di Catania, e non poteva essere altra scelta se non il Prometeo di Eschilo, che nel testo racconta dell’Etna e di una delle sue eruzioni (già rappresentata con grande successo di pubblico e di critica 4-5 e 6 maggio)

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