
“EVARCO
– Leggenda della Fondazione di Katane”
Dalla drammaturgia urbana alla coscienza civile della cittÃ
- Recensione dell’evento del: 4 Giugno, ore 20:30
- Sede: Teatro Greco-Romano di Catania
- Testo: Davide C. Crimi | Regia: Prof. Marco Longo
- Produzione: Amenanos Festival, a cura di Michele Di Dio
Il Contesto: Un Atto di Riappropriazione Cognitiva
Se le tappe della recente Jane’s Walk hanno proposto di “saper vedere la città ” attraverso gli occhi critici di Jane Jacobs e lo sguardo spaziale di Bruno Zevi, la messa in scena di “Evarco – Leggenda della fondazione di Katane” ha rappresentato il perfetto compimento di questo percorso. Non un semplice spettacolo, ma un’operazione culturale di soft knowledge che ha riattivato i 28 secoli di storia cittadina partendo dal suo cuore pulsante: il Teatro Antico.
Lo spettacolo traduce in materia viva la traccia di Tucidide (Storie, Libro VI), portando sulla scena la figura di Evarco, il fondatore calcidese scelto democraticamente dal suo popolo. La rappresentazione scava nel vuoto dell’architettura classica per riempirlo di significato sociale, trasformando il mito della fondazione in un manifesto di cittadinanza attiva.
L’Allestimento: Sinergia Didattica e Resilienza Culturale
Il vero miracolo costruttivista dell’evento risiede nella sua natura corale. Sotto la sapiente regia del Prof. Marco Longo, lo spettacolo ha coronato un eccezionale laboratorio didattico e interistituzionale, unendo le migliori energie creative della città :
- I giovani interpreti: Gli alunni dei laboratori teatrali “Music-All-Turr” del Liceo Statale G. Turrisi Colonna (indirizzi coreutico e musicale) e “Parole e Musica” del Liceo Statale Nicola Spedalieri, capaci di dare corpo e voce vibrante ai protagonisti (dall’Evarco di Biagio Sciuto alle evocazioni coreutiche de L’Etna e de La Fenice).
- Le maestranze e i costumi: Una straordinaria realizzazione scenica che ha visto il coinvolgimento diretto delle alunne dell’indirizzo Moda dell’IPS Mangano, sotto la guida delle loro professoresse, a testimonianza di come la scuola possa farsi laboratorio di rigenerazione urbana e artigianale.
- La partitura sensoriale: Le musiche originali del Prof. Giuseppe Enrico Giunta e il canto curato dalla Prof.ssa Stefania Pistone hanno avvolto il monumento romano, creando quel connubio tra spazio vissuto e arte auspicato dalle lezioni di Zevi.
L’Impegno Civile: Il FAI e la Proposta Urbana
La recensione di questo spettacolo non può prescindere dal forte valore politico e urbanistico che esso proietta sul presente. L’evento ha visto l’importante convergenza e il patrocinio di istituzioni chiave come il Comune di Catania, la Regione Siciliana, il Parco Archeologico e la Fondazione M.
In prima linea si colloca l’azione della Delegazione di Catania del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), attivamente impegnata nel tradurre l’emozione del teatro in un segno tangibile sul tessuto urbano. Il FAI si fa promotore della volontà di dedicare a Evarco una via o una piazza della città (come il simbolico Piazzale delle Carrozze o un’area di cruciale importanza storica).
Celebrare il fondatore attraverso la toponomastica non è un esercizio di nostalgia, ma l’espressione di una rinnovata coscienza civile della profondità storica e culturale di Catania. Ricordare Evarco significa ricordare che una città nasce da un patto comunitario e da una scelta consapevole di civiltà : un monito potente che i giovani attori, dal palcoscenico di pietra lavica, hanno riconsegnato alla Catania di oggi.

Produzione Associazione Culturale DIDE
AMENANOS FESTIVAL 2026
In scena al Teatro Greco Romano (Via Vittorio Emanuele II, 266) 4 giugno 2026.
- Testo: Davide Ceccoli Crimi
- Regia:Â Marco Longo
- Biglietti e info: Posto unico (solo!) 5 euro. Puoi verificare la disponibilità e prenotare il tuo posto sulla piattaforma Tickettando. [1]
