AMENANOS SUI MONTI SACRI DI ORFEO

Amenanos ritorna a Plovdiv, città della Bulgaria situata su un territorio che corrisponde all’antica Tracia, sospesa tra i monti Rodopi e i Balcani e attraversata dal fiume Marica. Plovdiv è la città di Filippo II, padre di Alessandro Magno. I monti Rodopi costituiscono lo scenario incantato dei luoghi in cui Orfeo vagava nei boschi con Euridice.

Monti Rodopi

A Plovdiv permangono le vestigia di un antico teatro che, come quelli di Catania, Morgantina, Cadice e Larissa, è stato riscoperto e riportato alla luce grazie a campagne di scavo avviate nella seconda metà del Novecento. È interessante osservare questo processo di riappropriazione urbana, che ha interessato tutti i siti partner del circuito del teatro didattico. Tale rete sta integrando esperienze diverse, riscoprendone la radice comune in un passato remoto: l’oggetto di studio è infatti costituito dai testi della tradizione classica e dalla loro rappresentazione, che implica un confronto con i temi dell’anima, con archetipi costanti e intertemporali.

Allo stesso tempo, questo percorso conduce a una riflessione comparativa sulle sorti contemporanee di questi siti archeologici: la loro riscoperta si configura come un cammino di riappropriazione e ridefinizione della loro vocazione, strettamente legato alla dimensione antropologica del teatro, nelle sue componenti relazionali, didattiche, educative e culturali.

Il partenariato che il Festival Amenanos ha instaurato con il festival Ex Machina, la cui forza organizzativa è dovuta a Radoslav Ilic e ai suoi collaboratori, sostenuto con apertura e intelligenza dall’amministrazione locale — rappresentata in questa occasione dal vicesindaco delegato alla cultura e alla gestione dei beni archeologici, Plamen Panov — consente di sviluppare questa iniziativa in modo continuativo. Si tratta di un progetto che guarda già al medio-lungo periodo, con l’obiettivo di consolidare i risultati e ampliare le dinamiche di relazione internazionale.

Questo impianto ha permesso ad Amenanos Festival di essere presente e di proporre uno spettacolo che è stato realizzato dal Liceo di Ostuni, con l’eccellente impianto definito ad opera del Preside prof. Salvatore Madaghiele, della prof.ssa Lina Bianco e del prof. Alessandro Fiorella, che ha curato una sapiente scelta registica, equilibrando l’aspetto propriamente teatrale con quello didattico e del lavoro sulla persona. Ne è scaturito un laboratorio didattico che, al di là degli aspetti registici e attoriali, è emerso con evidenza il lavoro sulle persone: il teatro si conferma infatti uno strumento capace di valorizzare anche i soggetti apparentemente più fragili, facendo emergere grinta, determinazione e desiderio di partecipazione. Si ribadisce così il ruolo fondamentale del teatro nei processi di inclusione, educazione e trasmissione del sapere.

Parallelamente, nella giornata coincidente con la presenza di Amenanos Festival, Ex Machina ha presentato un suggestivo “Fedone” di Platone, aperto a contaminazioni contemporanee, in particolare attraverso richiami al pensiero di Michel Foucault. La scenografia, essenziale e al tempo stesso evocativa, era composta da gabbie metalliche a forma di prisma, ispirate ai solidi platonici: elementi che diventavano insieme spazio scenico e coreografia, simbolo della mente intrappolata. Una mente che potrebbe liberarsi, ma che raramente riesce a farlo.

Questa proposta risulta particolarmente stimolante: consente di riflettere sul potere della mente e sulla forza propulsiva delle idee, adattandosi perfettamente a un progetto in divenire — un vero e proprio work in progress — quale è la collaborazione tra questi festival. Un percorso che mira a superare barriere linguistiche, culturali, percettive e sensoriali, e che, attraverso l’esperienza concreta e la verifica empirica dei processi di crescita, può condurre a risultati sempre più inclusivi, contribuendo alla costruzione di una nuova e contemporanea  koiné.

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