Xibet

Xibet” (/ˈʃibet/) è il nome che indica il monte su cui si erge il centro abitato della cittadina di Calascibetta. Le origini sono incerte.

L’assonanza Tibet/Xibet è casuale? Probabilmente, direi da scettico. Prima di liquidare il tema come diversivo fantastico, è tuttavia interessante mettere in evidenza certe costruzioni letterarie che offrono una base di continuità che, se anche non potesse esser considerata fisica, ha certamente un valore psichico, astrale.

L’idea divenne di grande popolarità. Jules Verne nel 1864 pubblicava il celebre Viaggio al centro della Terra. Dal romanzo per ragazzi il tema si spostò verso fumi esoterici con la pubblicazione nel 1871 di The Coming Race di Edward Bulwer-Lytton, un libro in cui riprendeva il tema che già serpeggiava in racconti anteriori, tra cui Mundus Subetrraneus di Athanasius Kircher, in cui sosteneva che all’interno della Terra si trovasse una genìa di esseri sopravvissuti a (o essi stessi causa di) cataclismi mitologici. Oltre a Bulwer-Lytton sono da ricordare i testi scritti da Helena Petrovna Blavatsky, Saint-Yves d’Alveydre e, forse il più noto al grande pubblico anche se non la miglior fonte, René Guénon (Il Re del Mondo). John Uri Lloyd, farmacologo ed erborista, con Etidorhpa, pubblicato nel 1895 descriveva ennesimamente questo viaggio immaginario fino al centro della Terra a partire dalle caverne del Kentucky, tentando di giustificarne scientificamente la possibilità. Si può parlare di una vera e propria mania per quella che si ricorda oggi come “teoria della terra cava” e che spinse anche uomini del nazismo a tentare una spedizione per cercare l’ingresso al mondo sotterraneo in Tibet, argomento di cui ci siamo già occupati su queste colonne.

La visita di Alexandra David Néel nel 1916 al Panchen Lama di Shigatse, le spedizioni di Nikolaj ed Helena Roerich appartengono al medesimo repertorio: l’idea che esista un accesso alla città del Regno Sotterraneo è un mito di lunga stratificazione. Probabilmente, si dovrebbe più considerare una soglia psichica che non un luogo fisicamente esistente. In altre parole, si potrebbe trasporre il mito da realtà fisico-geologica a sfera sottile di contatto con altre dimensioni.

un dipinto di Nikolaj Roerich

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