Governi? No, sabotatori della Costituzione!

A ben riflettere, i vari “contratti con gli italiani” che si sono susseguiti in formule più o meno analoghe, con qualche interruzione al sapore di austerity (o, in italiano, lacrime e sangue), sono veramente ridicoli se posti di fronte a quel che i padri costituenti della nostra Repubblica avevano pensato.

Passando in rassegna le principali libertà e diritti fondamentali stabiliti nella Costituzione, troveremo i governi che si sono succeduti nel tempo totalmente inadeguati e inadempienti. Altro che contratto con gli italiani! La Costituzione è stata sequestrata con lo scopo preciso, voluto o non voluto dai burattini di turno, che rimanesse inattuata.

Né possiamo ridurre tutto al (desolante) declino della cosiddetta “Seconda Repubblica” perché, dato per acquisito che in questa fase la scuola politica di tradizione è venuta meno e i comportamenti “post-moderni” spesso rasentano il patetico, è anche vero che sfogliando le fotografie della fase finale della “Prima Repubblica” troviamo ai posti centrali del governo personaggi che non sono soltanto accusati di corruzione (come quelli che hanno pagato amaramente) ma si sospetta fortemente siano mandanti di omicidi politici (quelli che non hanno pagato).

Con questo amaro in bocca, passiamo in rassegna il florilegio di ideali traditi dai nostri governanti, la Costituzione ancora da realizzare.

Innanzi tutto, i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, dell’azione dello Stato volta a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (2).

Il diritto al lavoro e il dovere di promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto e che ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società (4): la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni (35). La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore (37).

Allo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, è d’obbligo concedere il diritto d’asilo nel territorio della Repubblica.

Come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, l’Italia ripudia la guerra che considera ignobile strumento di offesa alla libertà degli altri popoli. Se mai consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni e promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo (11).

Non basta e non è tutto, perché la nostra Costituzione è più grande. Ma vogliamo almeno ricordare ancora:

Che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione el a stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Che l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento (33).

Che l’iniziativa economica privata è libera, ma va coordinata a fini sociali (41) e persino il diritto più “pieno ed esclusivo”, la proprietà privata, trova il suo limite nella funzione sociale che deve garantire (42).

Che la cooperazione è incentivata, e il risparmio tutelato.

Che i nostri governi, demagogici e ciarlatani, hanno negato la Costituzione e continuano a negarla.

Che persino l’Europa, da sogno di pace perpetua e applicazione della filosofia perenne, è degradata a sistema di invasione delle pressioni del capitalismo, negando i principi di solidarietà (sostituiti con una scellerata competitività) e di dignità del lavoro (sostituiti con gli interessi dei padroni).

La parola “Democrazia” significa poco. E’ un sistema basato sulla moltitudine ignorante, che fatalmente, essendo priva dell’idea di libertà (che fiorisce dove c’è educazione, istruzione e cultura), non ha altro scopo se non come le bestie di scegliere il padrone.

La vera parola era “Repubblica”, ancor meglio se “Sociale” (cioè orientata alla solidarietà) e “fondata sul lavoro”, intesa come strumento di cooperazione interna ed esterna. Ma anche di questo è stato fatto scempio. Chi vuole, cerchi nelle pagine di storia.

Il capitalismo, con una malintesa “economia sociale di mercato” si sta mangiando tutto. Sta privatizzando le nostre menti, invase dalla propaganda. Le nostre anime, invase da comunicazione spazzatura che ha il solo compito di far attecchire la propaganda nel tuo cervello, al fine di condizionarne i desideri e la volontà.

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