Nove passi per la realizzazione

Ci vuole uno psicologo! Quante volte questa frase scatta quasi automaticamente…

Ciò che rende rilevante l’approccio psicologico è il suo essere rivolto alla comprensione dell’origine dei comportamenti, spiegando il perché di cose troppo spesso date per scontate e imperdonabili per chi vuole fare della vita un percorso di crescita, per diventare una persona migliore capace di vivere in armonia con gli altri.

Proponiamo la recensione di un libro interessante, scritto da uno dei principali intepreti e continuatori italiani della dottrina psicologica delle Costellazioni Familiari elaborata da Bert Hellinger. La versione compatta del percorso proposto da Raffaele Cavaliere ha la peculiarità di esser costruito come percorso gradualistico sulle sfere dell’Albero della Vita.

Il primo impatto è relativo alla dimensione di totale responsabilità dalla quale nessuno è escluso.

“Tu sei ciò che pensi!” tuona l’insegnamento che riverbera dalla tradizione brahmanica: “la coscienza dentro di te ti osserva: non puoi raccogliere nulla di diverso da quel che hai seminato!”

Raffaele parte direttamente da Yesod, dando i contenuti di Malkvth come appartenenti alla sfera materiale. In altri contesti, sappiamo che Malkuth è il precipitato delle quattro Sephiroth sub-solari: ma non è questo il punto, perché la disposizione dei simboli non ne altera il contenuto. Dobbiamo al nostro psicologo, piuttosto, una esposizione fantastica del mondo in cui il Desiderio, maturando l’intenzione, si fa Volontà e, in questo modo progredisce in Parola (che ha un potente potere creativo formidabile; quindi: attenti a quel che si pensa e ancor più a quel che si dice, perché si realizza).

Quando la parola diviene operativa, si traduce in Azione. La ripetizione dell’azione produce l’Abitudine che, reiterata, diviene Comportamento. Radicandosi, il Comportamento diviene il Modo d’Essere, cioè l’artefice del Destino.

Ed ecco quel che diventa importante per noi: la possibilità di modificare il Destino, di non rimanere intrappolati in legami karmici insoddisfacenti. Si può? E, se si, come si fa?

Il punto di partenza è superare la sensazione di inadeguatezza. La realtà non è che una percezione personale. La separazione è illusoria. Ognuno di noi è nel Tutto, se acuisce la propria coscienza. Ma i nostri comportamenti sono imprigionati da condizionamenti e nevrosi che ci impediscono di vivere pienamente. I condizionamenti possono essere esterni e apparentemente insuperabili, ma il lavoro su di sé può annientarli. Più difficile lavorare sulle nevrosi, che producono abitudini (e vizi) difficilie da eliminare, che determinano coazione a ripetere lo stesso comportamento, anche nella consapevolezza del suo essere nocivo.

Richiamando Hellinger, Raffaele introduce una composizione della coscienza che alla tesi dell’inconscio individuale (Freud) aggiunge non soltanto l’inconscio collettivo (Jung), ma anche l’inconscio dello Spirito. Accedere a questa dimensione richiede la volontà di raggiungere il dominio degli istinti e il controllo delle emozioni, che sono la base del progresso, dell’intraprendere il cammino.

Chi si apre a questo non potrà accogliere in sé comportamenti aggressivi, e tutta la gamma di quei comportamenti che i Martinisti ritrovano nelle Meditazioni Lunari. Chi è sicuro di sé non è mai arrogante, non si esprime con lingua di veleno o di menzogna, non ha bisogno di apparire ciò che non è, accetta pienamente il suo essere e non ha bisogno di conferma, perché sa da sé riconoscere il momento in cui è pronto per il passo successivo. Soprattutto, i suoi comportamenti, quale che sia il suo grado e ruolo, sono sempre direzionati a mantenere il gruppo e farlo crescere.

Raffaele, pur avvalendosi del sistema dell’Albero della Vita per spiegare il funzionamento del percorso di realizzazione, opta per una descrizione puramente psicologica e non iniziatica, correttamente indicando il titolo del suo libro con “Autorealizzazione“. Ma gli orientamenti che ne provengono appartengono di diritto alla Tradizione, qui resa moderna e intellegibile ai lettori del XXI secolo.

Il libro contiene alcuni refusi, perdonabili in ragione dell’eccellente lavoro di sintesi e, forse, perfezionabili qualora si volesse pensare a questo volume come work in progress. A voler essere critici, il nodo del Sole dovrebbe assumere maggior centralità; l’accesso a Malkuth merita una riflessione sui Quattro Elementi che poi si proiettano nel Triangolo Sub-Solare; questa dovrebbe infine riemergere in alto, come Inconscio dell’Inconscio.

Le critiche servono sempre a migliorare? Si, quando sono costruttive. Questa recensione non si chiude però con una critica, quanto con l’apprezzamento del modo semplice e comunicativo con cui Raffaele fa pervenire i concetti: e un tema centrale dovremo restituirlo attraverso la Regola Aurea del non giudicare. Sostituire il giudizio con l’osservazione significa prendere atto. L’oggetto è la modifica dei nostri comportamenti attraverso l’autocontrollo e la maestria nel dominare istinti ed emozioni. Il complemento del non giudicare è saper chiedere. Chiedendo si ottiene. Ma dobbiamo apprendere a chiedere. Perché le parole hanno molti significati. Chi offende chiede di essere offeso. Chi avanza con menzogne e fini individuali chiede di essere ricondotto alla ragione e all’umiltà. Chi giunge con sincerità umana sa che la sua richiesta non è pura a sufficienza, eppure la porta gli sarà aperta.

La coscienza è inflessibile. Il rispetto è il fondamento inderogabile per ricevere rispetto ed esser degni d’esser riconosciuti, pronti.

[D.]

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