Un fantasma per Bergoglio

Il fantasma ha un mantello, su cui c’è scritto “Teologia da Libertação“.

Secondo alcune fonti, l’elezione al soglio pontificio sarebbe derivata, se non soprattutto, anche dalla posizione tenuta da Bergoglio al congresso dei vescovi dell’America Latina tenuto nel 2007 in Brasile, nel santuario mariano dell’Aparecida, che fu di aperto contrasto con i sostenitori della teologia della liberazione, da lui stigmatizzata per “l’uso di una ermeneutica marxista”.

Riporta in proposito Sandro Magister in un noto articolo, rubricato 1350613: “La disputa aperta nella teologia latino-americana non era tanto sull’uso dell’analisi marxista (…) ma sull’origine della novità cristiana e sulla sua incidenza specifica nella società dominata dalla ingiustizia, dallo sfruttamento del capitalismo neo­liberale e dalla scandalosa povertà del continente latino-americano”.

Sarebbe sbagliato mettere l’accento sul primato dei poveri in base al passo evangelico “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio” (Lc 4, 18). Quel che è in discussione è l’approccio anticapitalistico della Teologia della Liberazione.

Con due “istruzioni” del 1984 (Libertatis Nuntius) e del 1986 (Libertatis Conscientia), la Congregazione per la dottrina della fede (non si dimentichi: è l’erede storica, diretta e legittima, del Santo Uffizio, cioè dell’Inquisizione), presieduta da Joseph Ratzinger, denunciò “le deviazioni e i rischi di deviazione pericolosi per la fede e per la vita cristiana” della Teologia della Liberazione. E non soltanto delle posizioni radicali, come quella di Alfredo Fierro, ma anche di quelle più moderate come quelle di Gustavo Gutiérrez Merino.

Come riporta L’Osservatore Romano del 29 ottobre 1996, la posizione di Raztinger, fu netta e sprezzante: “Quando la politica vuole essere liberatrice, promette troppo. Quando vuole sostituirsi a Dio nel suo agire, diventa non divina ma demoniaca“. Le idee di Ratzinger trovarono in Bergoglio la sponda per l’America Latina.

I problemi derivanti dalle accuse inerenti le vicende del “Coro di Ratisbona” furono poi i contorni incerti entro cui si costruì l’attuale diarchia al vertice dello Stato Pontificio, ma resta evidente che il sistema di “accoglienza” dei poveri immaginato da Bergoglio appare coerente in superficie a placare le ansie dei formalisti della lettera del lieto annuncio, mentre di fatto contribuisce e legittima le politiche di neo-schiavismo dell’imperialismo capitalista.

In America Latina la Teologia della Liberazione è ancora contrapposizione alla Dottrina sociale della Chiesa, accusata di essere “europea”, deduttiva, moralistica e filocapitalista.

Possiamo anche accettare che nessun uomo abbia una visione completa delle cose del mondo, e che la nostra critica possa apparire eccessiva ad occhi non esperti e ad orecchie che non vogliano intendere: e tuttavia riteniamo che il fondamento sia tutt’altro che da scartare o, se anche fosse scartato, sarebbe comunque pietra d’angolo.

Teologia da Libertação

Un commento

  1. Esther Ballestrino Careaga, biochimica, socialista e marxista, partecipò a importanti ricerche e pubblicazioni scientifiche. Dopo il golpe del 24 marzo 1976 che instaurò la dittatura militare, chiese e ottenne la condizione di rifugiata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR/ACNUR), ma ciò non impedì che la sua abitazione venisse più volte perquisita e che alcuni suoi familiari venissero arrestati. Poco prima del suo arresto nel dicembre del 1977, Esther affidò a Bergoglio, che allora era un giovane studente che faceva tirocinio presso il suo studio, la sua biblioteca di testi marxisti. Bergoglio li portò via, ma che cosa ne abbia fatto non si sa. E, dalle posizioni prese in Brasile alla conferenza del 2007, si direbbe non molto. Di certo Jorge Bergoglio salvò diverse persone, ma non riuscì a fare altrettanto con Esther, che era riuscita a portare in salvo la famiglia in Svezia ma poi, contro il parere delle altre “Madres del Plaza de Majo”, tornò in Argentina. Finì nel settore Capucha dell’ESMA (Escuela Mecánica de la Armada), il più efferato centro di detenzione di Buenos Aires. Venne infine eliminata con un “volo della morte”.
    Fonti: http://www.enciclopediadelledonne.it; https://www.doppiozero.com/materiali/papa-francesco-la-biblioteca-di-esther

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