Prometheus, il Teatro Incatenato

Tra le tragedie greche, per rappresentare la situazione del Teatro Antico di Catania, non ci poteva essere soluzione simbolica più formidabile se non il Prometeo.

Gigante incatenato di cui si è dubitato persino dell’esistenza, sepolto sotto una coltre di case che ne esclude la vista ancora nel 1930, il Teatro Antico di Catania può dar molto alla Città. Il fuoco sacro è lì.

Il Teatro Antico di Catania occultato alla vista, sepolto da una coltre di case (1930, foto di anonimo, fonte Wiki)

A toccare il cuore simbolico della Città per mezzo del suo Teatro, l’impresa titanica di un organizzatore che ha agito interamente con mezzi privati, senza alcun contributo di nessun ente pubblico, assumendo interamente il rischio del capitale investito.

Per tentare la scalata all’Olimpo, l’impresario (Michele Di Dio / Associazione Dide) ha chiamato dalle fucine di Efesto qual suo miglior fabbro il regista Daniele Salvo che, pur giovane d’anni, ha già messo a segno quattro regie al Teatro Antico di Siracusa. Ma non è tanto l’elemento quantitativo che può impressionarci quanto, piuttosto, la qualità delle sue operazioni.

Chi vi ha assistito non potrà aver dimenticato infatti la messa in scena di Aiace (2010), che si contrappone alla figura di Ulisse come i valori del mondo antico verso gli inganni della modernità, soccombendo a questi. Ancora oltre nell’osare, con Edipo Re (2013) ha messo in scena la Sfinge, presenza che è implicita nel testo di Sofocle, ma che mai alcuno ha posto in scena, o tentato l’azzardo di farla cantare. Artificio potente e pericoloso, al punto da rischiare di risultare inguardabile e inascoltabile qualora la messa in scena avesse avuto cedimenti. Con la complicità delle musiche di Marco Podda e l’interpretazione vocale di Melania Giglio, la scelta di Daniele Salvo è risultata vincente e poco nulla sono valse eventuali critiche dettate più da asprezza che da motivi reali, perché quel momento è da ricordare come un apice della storia del teatro recente e non soltanto.

Con questo background, Daniele Salvo è accreditato come persona giusta per rompere l’incantesimo di cui il Teatro Antico di Catania sembra prigioniero, così come lo descriveva in uno spleen Giorgio Albertazzi, con cui Daniele Salvo ha lavorato in diverse occasioni. E, a corroborare la leggenda, v’è il ricordo ancora vivo della “tragedia che non si fece” (l’Ifigenìa del 2012?) che non poté esser rappresentata per un’esondazione dell’Amenano, il fiume sotterraneo che proprio sul proscenio del teatro affiora.

Saprà questo Prometeo (Alessandro Bettin) divincolarsi dalla gabbia che per lui, e sapientemente, ha costruito in forma conica, a richiamare il vulcano Etna, la scenografia di Fabiana Di Marco? O potrà soltanto far infrasentire la phoné della sua voce potente, per essere comunque irriso dalla cavalla Io (Melania Giglio), folle del veleno inoculatole da un tafano, che corre senza freni e senza meta, perfetto opposto del gigante incatenato alla montagna?

O sarà il pubblico, in ultimo, a decidere delle sorti di questo Prometheus?

Forse, ma solo se intendiamo come pubblico l’intera città intesa come somma dei viventi e delle anime vaghe che in essa ancora si aggirano e se per città intenderemo, come disse Joyce per Dublino, l’anima del mondo.

Se ad alcuno questa iperbole potrà apparire esagerazione, sarà soltanto perché si sottovaluta il ruolo che può avere un teatro appena dissepolto dalla notte del tempo nel rigenerare l’intera città: questo Prometeo ha davvero in sé il dono del fuoco.

Prometheus di Eschilo al Teatro Antico di Catania dal 3 al 6 maggio 2019
Traduzione di Daniele Salvo

con:

Alessandro Albertin – Prometeo

Melania Giglio – Io

Martino Duane – Oceano

Simone Ciampi – Efesto, Hermes

Marcella Favilla, Francesca Mària, Giulia Galiani, Marta Nuti, Giulia Diomede, Giuditta Pasquinelli, Ester Pantano – Le Oceanine

Salvo Lupo – Ananke, il Destino

Costumi – Daniele Gelsi

Scene – Fabiana Di Marco

Luci – Giuseppe Filipponio

Assistente alla Regia – Alessandro Guerra

Amministrazione e organizzazione: Melania Giglio. Regia di Daniele Salvo. Produzione Associazione Culturale Dide – Fahrenheit 451 Teatro.

Biglietti online: https://bit.ly/2Um9MAN

Info:Michele Di Dio 3297079692. Melania Giglio 3883292528.

Dal 3 al 6 maggio 2019 al Teatro Antico di Catania.

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