«Sia pace in terra e la pace cominci da noi».

Note su quel che non viene detto.

In ogni nazione un gruppo di persone determina le scelte con la forza: a volte col terrore e l’aperta violenza, normalmente con la persuasione attraverso le comunicazioni di massa. Non è possibile definire una linea di demarcazione tra le «forze del bene» e le «forze del male». Tuttavia, possiamo capire che l’egoismo, la tendenza all’aggressione, il nazionalismo e l’imperialismo conducono allo sfruttamento e all’oppressione.

Queste tendenze sono espressione delle paure che ci tengono nel limite del Custode della Soglia, quel Re del Mondo che, recita il verso, «ci tiene prigioniero il cuore». Sarebbe un errore crederlo una forza reale: la sua natura è del tutto illusoria ed effimera come la vita umana stessa: la sua entità è in trasformazione per divenire l’Angelo della Presenza, la cui natura è amore e luce e comprensione inclusiva.

L’insegnamento reca: «Fa’ ch’io trovi la forza per svolgere la trasmutazione dentro di me».

Ognuno è una monade, ma la condizione di solitudine è illusoria, perché siamo cellule di un organismo più grande di noi, di cui è vano chiedersi l’esistenza. Il pianeta è un unico organismo vivente, che a sua volta fa parte di un organismo più grande – il sistema solare – etc. Nessuno è solo nella grande catena dell’esistenza, tutti siamo interdipendenti. Tutti dovremmo lavorare per trasformare lo stato della coscienza, che è in permanente evoluzione. Questo lavoro è radiazione e la radiazione lentamente diviene trasmutazione ciclica.

Chi giunge alla coscienza viene a sapere che questo insegnamento e le tecniche correlate furono date dall’intelligenza di Sirio alle intelligenze del Sole. Vennero poi trasmesse alle intelligenze della terra. Così dice il primo verso del quarto capitolo della Bhagavad Gita. Manteniamo saldo che la verità simbolica è più potente e più debole della verità empirica, e va compresa nel modo appropriato. La legge del cosmo è respirazione ciclica.

Il compito di invocare forze spirituali di rango superiore per accelerare l’evoluzione dell’umanità – che è lo scopo di ogni autentico gruppo di meditazione – non può essere svolto con valore se nel comportamento quotidiano non si è giusti nelle relazioni con gli altri. L’egoismo non può prevalere. Accettare di svolgere con cura il proprio compito e di farlo come servizio spirituale: questo è l’essenziale.

Per chi si attiene a questa semplice regola di base, il contatto con sorgenti di coscienza più elevate avviene naturalmente per effetto della meditazione. Quando si esce dal tempio di meditazione per entrare nel campo delle forze vive in perenne conflitto e mutamento, è un atto di volontà pensare ed agire mantenendo costante e presente il ricordo del dovere del Discepolo.

L’anima non è individuale. Questo mistero è al di là della morte, ma può essere intuito. Aurobindo, per tradurre l’idea alla comprensione occidentale, ha parlato di «Superanima». L’umanità vive sulle spoglie di un dio morto, le cui ossa sono pietre.

Il compito dell’umanità non è – come credono in troppi – risvegliare questo dio, ma farsi intermediari tra il precedente Manvatara (lo stato di coscienza del Logos planetario) e l’attuale (la natura terrestre e gli influssi che vengono dal Sole). «Perdono» è un’altra parola importante, che va letta «per dono», comprendendone l’atto di sacrificio per il bene degli altri e del gruppo.

Tutta la Manifestazione è in sé atto del Grande Perdono.

Il compito dell’uomo è unificare la propria anima. Ciò avviene mediante sacrificio e consegue alla fusione di corpo e anima nella coscienza. Il regno delle anime è molto vasto; è il cosmo intero. L’esistenza sulla terra non è che una stazione di passaggio.

«Sia pace in terra, e la pace cominci da noi»: ogni conflitto comincia dalla scelta dell’egoismo. Segue l’accettazione dell’aggressione e della crudeltà, l’ambizione di possedere. L’equivalente soggettivo dell’egoismo è il nazionalismo. Non si dovrebbe mai accettare l’odio: ricambiare il delitto con il delitto è una grave colpa. La guerra è il grande male e non si dovrebbe mai accettarla.

Anche se ognuno singolarmente non può cambiare la situazione mondiale, non dovremmo dimenticare che abbiamo il compito di purificarci, che significa eliminare l’odio, la vendetta, il desiderio di possedere ciò che non è dato spiritualmente. Dovremmo sostituire aggressione, imperialismo e competizione con comprensione, cooperazione e giuste relazioni.

Questo si può fare allineando il cuore e la mente.

«Sia pace sulla terra, e la pace cominci da noi»: il pensiero diretto non è un’astrazione ma una energia viva. Purtroppo, non ci sono abbastanza persone capaci di dirigere il pensiero secondo la legge occulta «l’energia segue il pensiero, il pensiero può dirigere l’energia». In più, molti tra quelli che potrebbero averne la forza, si lasciano prendere dallo scoramento, vedendo che questa attività non ha effetti diretti, lasciano il nobile idealismo e si piegano alla pura ricerca del vantaggio materiale.

Tuttavia, sono solo le persone che prendono distacco dal materialismo e si volgono allo spirito che, purificando l’aura del pianeta con azioni dedicate, preghiera e meditazione, possono determinare l’evoluzione dell’umanità secondo il Proposito.

Quel Proposito che i Maestri Disincarnati [Nirmanakaya] conoscono e servono.

Impersonalità, distacco, comprensione. Trascrivere piuttosto che tentare teorie. Il principale problema che nel mondo produce conflitto è lo sfruttamento, che ha le sue basi nell’accaparramento delle risorse essenziali. Le guerre del Novecento ebbero causa per il carbone e l’acciaio; quelle di questo secolo il petrolio. L’acqua è nel mirino. Il problema non è la proprietà – andrebbe considerato sacro diritto l’abitare – ma la proprietà privata dei mezzi di produzione, che invece dovrebbero essere affidati a un’agenzia delle Nazioni Unite.

La grande questione è che le Nazioni Unite non hanno il potere di imporlo e i privati riescono a controllare gli eserciti e ad insinuare corruzione anche all’interno delle Nazioni Unite.

Ogni singolo non può far nulla per contrastare questa situazione, ma con la meditazione quotidiana può trasferire energia al Grande Proposito che, per la Legge di Reintegrazione, consiste in essenza nel trasformare questo pianeta d’oblio in un Pianeta Sacro.

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