di Vicky Amendolia
Jazz, poesia e cabaret impegnato: il lunedì rivoluzionario del Nievski di Catania
Nel cuore pulsante di Catania, al Nievski, il lunedì prende vita una serata che ridefinisce i confini del cabaret tradizionale, trasformandolo in un’esperienza collettiva e immersiva. Qui, il pubblico non è un mero spettatore ma diventa parte integrante di un viaggio artistico che combina jazz, blues, poesia e canzone d’autore. Una formula innovativa e coraggiosa, orchestrata da Davide Crimi e Saro “Nievski” Urzì, che trasforma l’arte in un potente strumento di riflessione e di rinascita.
L’anima del progetto: oltre il cabaret, verso la poesia dell’impegno
“Non testi banali, non canzonette, ma poesie e versi che diventano musica”, racconta e affabula Davide Crimi, ideatore di questa iniziativa che mescola con salace sapienza linguaggi artistici diversi. Le performance al Nievski non sono semplici spettacoli: sono un invito a riflettere, a riscoprire le profondità dell’animo umano e a superare i limiti imposti dalla società contemporanea.
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Il cabaret del Nievski abbraccia il concetto originario del termine, dove musica e teatro convivono in uno spazio intimo e informale. In questo contesto, il rumore di fondo non è elemento di disturbo ma parte della scenografia stessa: un richiamo alla vita reale, alle cantine romane del Beat 72 o al Derby di Milano, dove cultura underground e improvvisazione si fondevano con accenti poetici ma anche comici, toccando registri stilistici diversi, dentro un atmosfera da taverna dove l’ascolto e l’attenzione devono essere conquistati a forza.
La formazione, alquanto in divenire, della band di questo #Jazzkabarett, è modulare, funziona su registri alternati, con interventi di Davide Ceccoli Crimi (voce, chitarra, armonica), Saro “Nievski” Urzì (voce narrante ascendente al canto), Antonio Paternò del Toscano (voce, chitarra), Andrea Marino (voce, contrabbasso), Andrea Nicosia (voce, piano). Intorno a questo sistema solare di improvvisazioni che si alternano a brani lirici, la rassegna ha ospitato contributi di Alice Ferlito (voce) e Giovanni Seminerio (violino e sintetizzatori), Daniele Chiaramida (voce, chitarra) e Attilio Pavone (fisarmonica, organetto), la tromba di Sergio Montemagno e con un’incursione improbabile ma vera della psicosessuologa Susanna Basile.
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La parabola della musica del Novecento: dall’utopia alla crisi e ritorno
Le serate al Nievski sono ispirate dal tentativo di fare una riflessione profonda sulla storia politica della musica del Novecento. Dal folk che si intreccia al blues, simbolo di emancipazione e rivoluzione culturale, fino alla deriva autolesionistica di artisti come Ian Curtis e Kurt Cobain, si racconta una parabola che parte dall’utopia per approdare alla crisi e, infine, alla speranza di un nuovo inizio, largamente osteggiato dalle politiche di controllo culturale del mainstream.
Lunedì scorso, l’ultimo del 2024, anche sul presupposto che cadeva in una notte senza luna, il tema di fondo è stato “Superare il suicidio”, un monito e un progetto artistico che è andato oltre l’identificazione dell’origine della disperazione per aprire bagliori sul tracciare nuove vie e non lasciarsi troppo attrarre dall’abisso che, come circola voce che Baudelaire avrebbe direttamente detto a Saro Nievski, a toujours soif, ha sempre sete.
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Tra gli intermezzi musicali e i racconti poetici, si delineano storie di riscatto e di rinascita, si progettano ambiziosi antidoti all’alienazione e all’oppressione del divismo moderno, dei talent-show e delle forme acritiche del sistema dell’intrattenimento.
#JazzKabarett e #NotteSenzaLuna: un lunedì senza biglietto ma con tanta anima
Un elemento distintivo di questa iniziativa è la sua apertura democratica: l’ingresso è libero e nessuno è obbligato a partecipare. “Siamo qui per aprire spazi all’imprevisto e all’impensabile”, affermano gli organizzatori. In un contesto informale ma ricco di contenuti, il pubblico può scegliere di ascoltare, dialogare o semplicemente vivere il momento.
“Jazz Kabarett” e “Notte Senza Luna” sono stati i temi che hanno scandito alcune serate, un mix di poesia, canzoni e interventi musicali che spaziano dal Chicago style al blues, passando per il teatro-canzone di Gaber e gli echi del Cabaret Voltaire. Il tutto, accompagnato da musicisti e poeti che si alternano in performance imprevedibili, lontane da qualsiasi cliché.
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Un invito alla libertà creativa
Il cabaret del Nievski è una celebrazione dell’atto creativo come gesto di libertà. “Non è teatro, non è concerto, non è piano bar”, spiegano gli ideatori. È piuttosto un laboratorio culturale, un luogo dove l’arte si reinventa ogni sera, abbracciando il pubblico e coinvolgendolo in un dialogo sincero, partecipativo e, speriamo e confidiamo, profondo.
E allora, lasciatevi sorprendere. Ogni lunedì al Nievski di Catania, poesia, musica e cabaret si intrecciano per dar vita a una serata unica. Per chi ama l’arte senza confini di genere e cerca uno spazio dove tutto è possibile, il Nievski vi aspetta con le sue porte sempre aperte e un invito semplice ma rivoluzionario: partecipate e lasciatevi ispirare.
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#Telenievski
#Jazzkabarett

Davvero una esperienza unica e molto interessante. 👏🏻