Ferruccio Nobile Migliore

La notizia della scomparsa in questi giorni di FNM giunge del tutto inattesa e, soprattutto, manda in frantumi quell’ipotesi che sapevamo essere inconsistente, e cioè d’essere corporeamente immortali, lui, io e tu che leggi. Le convinzioni filosofiche di Ferruccio, del resto, erano un gioco. Un gioco consapevole, almeno fino al punto di includere in qualche squarcio di consapevolezza il fatto di non voler prendere sul serio la realtà, così insopportabile nel suo offrire le cose come sono. Questo punto di vista, così acuminato ma inoffensivo, più simile a un bisturi che non ad un’arma, non esaurisce il significato delle sue opere. L’elemento irriverente, formalmente dissacrante è un pretesti per replicare cose segrete e desideri e bramosie sessuali tanto esecrate quanto diffuse, manifesta coscienza scomposta del nostro tempo.

Una mostra non troppo lontana nel tempo, la personale tenuta presso SPAZIO INTERIORE ART GALLERY, Roma 2014, ne introduceva il lavoro dichiarando: “I disegni di Ferruccio Nobile mostrano quel che non vogliamo vedere ma che tanto andiamo cercando, in una lotta incessante con la nostra ombra che ci spinge e ci trattiene senza soluzione di continuità. Ciò che di più oscuro e inammissibile coviamo dentro di noi deve essere svelato e affrontato per poi essere lasciato andare. Le atmosfere surreali, che riecheggiano Austin Osman Spare, e le costruzioni metafisiche sull’orlo di un paese delle meraviglie post-Alice ormai trasandato e in rovina, ci coinvolgono in un viaggio transdimensionale in cui possiamo davvero liberarci dal tempo e dallo spazio e ritrovarci finalmente soli con noi stessi.”

Dal punto di vista di Fondazione M, per come abbiamo conosciuto l’artista, ci sembra necessario dire che il suo eventuale surrealismo si sposta in una dimensione cosciente del magico che prova ad allargare lo “spazio interiore” con tutti i metodi e tuttavia resta impegnato prioritariamente a combattere la sensazione che questa esperienza terrena resti segnata da incomunicabilità. Osman Spare trasporta la luce oscura che nel cinema d’avanguardia è nelle mani di Kenneth Anger. Impossibile comprendere se Carmelo Bene ha copiato da lui o viceversa. Di sicuro, FNM ha presente entrambe le lezioni.

L’insoddisfazione per il mondo del resto, dal surrealismo ascende all’esistenzialismo nel modo più improbabile, e cioè attraverso quella nozione di barocco inteso come viaggio consapevole nell’oscurantismo e da qui alla nevrosi del nostro italico tempo. Ecco FNM, un artista non semplicissimo da capire ma indiscutibilmente dotato di un linguaggio espressivo autentico, originale, necessario. Una delle sue ultime annotazioni (14 febbraio 2024), reca una definizione della contemporaneità precisa e icastica: “Sempre più persone sono isole disabitate“. In disaccordo e contrappunto a questa nota scura, scegliamo qui di riportare Raskuarno Sacro, il disegno nel riquadro sottostante che, oltre a definire un concetto di trascendenza immediato e cristallino, è un prezioso video (agli archivi di Fondazione M per gentile concessione dell’Autore) che dimostra anche la tecnica nel suo svolgimento di passaggi successivi, emozionante e poetica.

FNM

Negli ultimi tempi, FNM era in corrispondenza con il nostro Gorgia, di cui era uno dei tre estimatori. Superando i vuoti, c’era un’abitudine di mandarsi schizzi, sketch: lui disegni, Gorgia probabilità di canzoni. Tutto ipotetico nel loro dialogo, eccetto il piano di libertà e di condivisione al di là di ogni fine pratico. Il brano che lui trovava più importante era Trobar Clus, ma per continuità di testo e scelte di vita, quello che più si addice qui menzionare a testimonianza di questo dialogo, è Vaghe stelle in autostop, il tema del viaggio del secondo Kerouac: non quello di On the road, che è il viaggio terreno, ma quello di The Dharma Bums, che è la parte spirituale dello stesso cammino.

Certo, spirituale non significa “e tutti vissero felici e contenti“. Se mai, qui c’è l’ombra lunga di quel “tutti morimmo a stento” di Fabrizio De André, ai tempi della sua collaborazione con il poeta Riccardo Mannerini. Valga come direzione di rotta, per noi che viaggiamo con mezzi di fortuna. Tanto, l’unica cosa che importa è il cammino. E sappiamo che non si ferma su questa terra. Per certo Ferruccio Nobile Migliore ha di diritto il suo posto in questo lungo cammino.

In attesa di rincontrarci, questo breve saluto.

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