Ordinanza Pogliese su sicurezza e decoro del territorio, passiamo alla proposta

Riceviamo da Fondazione Ebbene, e pubblichiamo l’intervento che, come dice la nota di accompagnamento "accantona ogni forma di polemica, e vuole essere un invito al Primo cittadino di contraddistinguere immediatamente il proprio mandato, convocando le organizzazioni che si occupano di contrasto alla povertà".

Ordinanza Pogliese su sicurezza e decoro del territorio, passiamo alla proposta

“Nonostante ne comprenda la necessità di fronte ad una vera e propria ‘invasione’ e ‘aggressione del territorio’, non credo che il tema della tutela dei poveri e dei derelitti possa essere gestito da un’ordinanza sindacale. Serve ricostruire la rete di protezione sociale" . Così Edoardo Barbarossa, Presidente di Fondazione Ebbene – realtà rigenerativa delle politiche di welfare che promuove azioni di inclusione sociale e lavorativa delle persone più fragili – risponde al provvedimento urgente, firmato dal neo Sindaco di Catania Salvo Pogliese, a tutela della sicurezza di tutto il centro storico di Catania.

Pensare che il problema della ‘tutela e della Sicurezza urbana e decoro del territorio’ siano le persone povere è una vera assurdità”, continua Barbarossa "e non credo sia questa l’idea del Primo cittadino che a poche settimane dalla sue elezione sopporta tutto il fallimento delle politiche pubbliche di contrasto alla povertà, che la precedente amministrazione ha gestito in maniera scellerata, improvvisata e lobbista".

"Il Comune di Catania ha avuto a disposizione tante risorse economiche da investire nella lotta alla povertà e molto altre ne possono essere attivate, dal PON inclusione a quelle del PON Metro, – prosegue il presidente di Ebbeneche potrebbero essere capitalizzate per temperare questo forte disagio sociale, senza però dimenticare che ‘i soggetti che bivaccano sulla pubblica via’ sono persone alle quali l’amministrazione comunale, in rete con le strutture e le forze associative del territorio, deve dare risposte concrete."

A Catania ci sono dormitori, mense e unità di strada ma ciò che manca è un monitoraggio costante delle strutture, spesso gestiste in maniera del tutto autoreferenziale e connesse a un sistema fallimentare che ha generato un vero e proprio collasso sociale in termini di povertà.

“Credo non sia questo il momento della polemica, specie se sterile, ma ritengo che il Sindaco Pogliese possa immediatamente contraddistinguere il proprio mandato convocando le organizzazioni che si occupano di contrasto alle Povertà, specie l’alleanza Contro le Povertà in Italia che anche in Sicilia ha un suo coordinamento”, aggiunge Barbarossa.

“Il segnale che serve a Catania – conclude Barbarossa – è proprio quello di ripartire dall’ascolto delle fragilità umane, anche di quelle anime che vivono sotto i portici , perché Catania ha bisogno di ritrovare un’anima e non di una politica che seleziona le persone in base al loro status, questo renderà certamente Catania più bella, salvaguardando la sicurezza, il decoro ma soprattutto la dignità di tutti”.

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Maria Stefania D’Angelo

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