Limitazioni Europee sulle Erbe Medicinali (e non solo)

Dibattere l’Europa non significa soltanto assumere un atteggiamento sempre, incondizionatamente, positivo rispetto a quanto proviene dalle sue istituzioni. E’ importante sviluppare il senso di cittadinanza abituandoci a prendere parte al dibattito ed attivarsi, con metodi democratici e con responsabilità, per impedire provvedimenti che si ritengono contrari al fine ultimo dell’Unione Europea, che è il benessere ed il progresso dei suoi cittadini.

Con questi intendimenti presentiamo, su gradita segnalazione di Marcello Di Luise, il seguente articolo illustrativo della petizione che si può sottoscrivere – qualora la si condivida – mediante il link in calce.

Le Limitazioni Europee sulle Erbe Medicinali

La nostra libertà di scelta su come curarci è in grave pericolo. Milioni di persone in tutto il mondo, in misura crescente in Europa, stanno utilizzando con successo rimedi naturali non solo come mezzo di prevenzione e benessere, ma anche per affrontare problemi di salute molto gravi. Presto, se non agiamo subito e in tanti, questo non sarà più possibile.
L’industria farmaceutica ha quasi tagliato il traguardo della sua decennale battaglia per spazzar via qualsiasi concorrente.

All’arrivo del 1° di aprile 2011 praticamente tutte le erbe medicinali diventeranno illegali nell’Unione Europea. La European Directive on Traditional Herbal Medicinal Products (THMPD) è stata emanata il 31 marzo 2004, rendendo operative regole per l’uso dei prodotti erboristici che erano precedentemente commercializzati liberamente. Questa direttiva richiede che tutte le preparazioni di erbe debbano superare lo stesso tipo di procedure dei farmaci. Non fa differenza se un’erba sia stata liberamente utilizzata per millenni. I costi di queste – nuove – procedure sono ampiamente superiori a quelli affrontabili dalla maggior parte dei produttori – esclusa ovviamente le grandi industrie farmaceutica ed agroalimentare. Per avere un’idea, si parla di costi oscillanti fra i 100.000 ed i 150.000 € per erba; se poi si tratta di un composto, ogni erba deve essere trattata separatamente.

Non conta se un’erba sia stata usata con sicurezza ed efficacia per migliaia di anni, dovrà essere trattata come fosse nuovo farmaco di laboratorio. Naturalmente, le erbe sono ben lungi da essere farmaci di laboratorio, sono invece preparati ottenuti da fonti biologiche che non sono necessariamente purificati – perchè la cosa potrebbe modificarne natura ed efficacia – così come avviene per gli alimenti.

Trattarle come prodotti di sintesi è distorcere la loro natura e la natura delle erbe medicinali. Il dottor Robert Verkerk della Alliance for Natural Health, International (ANH), così descrive il problema di richiedere procedure di tipo farmacologico per preparazioni di erbe come segue: «Ottenere una classica erba medicinale, se proveniente da una zona tradizionalmente nota per la sua coltivazione di erbe medicinali ma non-europea, dato il – nuovo – protocollo di
registrazione europeo diventerà facile come infilare un cubo in un buco tondo. Questo sistema di regole ignora le tradizioni, e quindi non è stato adeguato a tenerne conto. Questi adeguamenti sono invece urgentemente necessari se la regolamentazione non è volta a
discriminare le culture non-europee, violando così i diritti umani».

Seguendo il modello americano, piuttosto di occuparsi degli alimenti e della medicina tradizionale dal punto di vista dei diritti umani, questi temi sono stati gestiti come tematiche inerenti il commercio. Così, al centro della legislazione sugli alimenti e le erbe, sono finiti i desiderata della grande industria invece dei bisogni e dei desideri dei popoli.
Lo scopo di tutto questo è di rendere il mondo ben sicuro per i commerci dei colossi industriali. I bisogni e la salute della gente non sono assolutamente un fattore del quale tengano conto.

Come combattere contro questo attacco alla nostra salute e benessere

Qui la petizione — Pour signer la pétition :
http://www.gopetition.com/petition/39757/sign.html

http://gaia-health.com/articles301/000315-italian.shtml

http://www.gaiacichiama.it/2010/09/30/l%E2%80%99industria-farmaceutica-segna-una-grossa-vittoria-le-erbe-medicinali-spariranno-dall%E2%80%99unione-europea/

Sull’operato di Big Pharma:
http://www.repubblica.it/esteri/2010/10/06/news/big_pharma-7761955/

Per un ulteriore approfondimento, questo è il link al sito di ANH: http://www.anh-europe.org/

3 commenti

  1. Buona parte del contenuto di questo post è scorretto e disinformato
    La Direttiva Europea legifera il FARMACO VEGETALE. Nulla a che vedere con le piante sfuse vendute in erboristeria, con le piante medicinali vendute come prodotto erboristico, nessuan limitazionesulle bustine, nessuna limitazione sui cosmetici. La Direttiva dice che d’ora in poi, se voglio mettere in commercio un prodotto a base di piante medicinali e voglio scrivere sulla confezione che questo prodotto è un farmaco, quindi che cura delle patologie, e voglio dire quali patologie può curare, allora devo seguire delle linee guida per la sua certificazione che seguono quelle per il farmaco di sintesi (ma sono più rilassate). L’unica parte che coglie uno dei punti critici della Direttiva è il trattamento differente per le piante extraeuropee, alle quali non viene consentita la facilitazione della legge dei 15-30 anni. Ma anche in questo caso si parla di farmaco e non di prodotto erboristico o di pianrta sfusa. Se voleste dare una informazione più completa vi invito a dare una occhiata a questi post. http://www.dw-world.de/dw/article/0,,6013380,00.html. http://meristemi.wordpress.com/2010/10/06/appelli-contrappelli-cappelli-e-cappellate/

    • Grazie per l’intervento. La pluralità di fonti di informazione è un bene prezioso e permette di formulare meglio le opinioni e le idee. Questo è democrazia.

  2. Complimenti per la tua risposta Altotas, il signore di prima sta scrivendo, su tutti i blog che pubblicano questo tipo di notizia, lo stesso commento.
    Può darsi che EffeDieffe, chi ha scritto all’origine quest’articolo, abbia forse esagerato su alcune cose, ma la cosa importantissima è la discussione che ne sta derivando e cioè l’interesse della gente verso la libertà di scelta!
    Quindi concordo perfettamente con Altotas per il generare democrazia e soprattutto risvegliare le persone verso un mondo più umano e progredito.
    Buon lavoro al blog 🙂

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