Fonte: Comune di Napoli, http://www2.melitoonline.it
“Oggi si celebra il lavoro iniziato in Consiglio comunale con un ordine del giorno del 13 febbraio 2007 – ha spiegato il Consigliere Nicodemo -, che ha ricevuto il sostegno di tutti i gruppi consiliari. Siamo fieri che Napoli sia la prima città in Italia, e forse in Europa, a sperimentare l’open source. L’open source e le risorse che libererà favoriranno la formazione, l’abbattimento del digital divide e l’innovazione, garantendo quei principi di economicità, trasparenza e sicurezza alla base di ogni moderna pubblica amministrazione. La nostra – continua Nicodemo – è una battaglia di legalità e libertà: meglio gratis che pezzotto. Auspico per il prossimo Linux Day del 2009, la presentazione dei nuovi computer acquistati dal Comune e l’attuazione del processo”.
Secondo Mola in questo modo “si sviluppano le capacità della pubblica amministrazione e l’esperienza dell’open source”. L’Assessore ha illustrato il piano del Comune, che prevede un corso di formazione per 60 dipendenti, in modo da metterli in condizione di prestare assistenza ai colleghi, e l’acquisto di hardware adeguati. Oltre alla maggior libertà dai soggetti esterni, secondo alcune stime in tre anni il risparmio sarà di circa 4 milioni di euro.
Giuseppe Aceto, membro dell’Associazione NaLug, che intende favorire l’utilizzo del sistema operativo GNU/Linux sul territorio e approfondire la sua conoscenza, ha illustrato i vantaggi dell’open source: eseguire programmi per qualsiasi motivo, studiare il programma, ridistribuire liberamente copie e rendere pubblici i miglioramenti.
Nel corso della conferenza è pervenuta una nota dell’Assessore allo Sviluppo Raffa che, dichiarandosi a favore del passaggio, ha ricordato i vantaggi in termini di costi e competenze del personale.
