Evarco  – Conferenza del FAI sul fondatore della città di Katane

Catania riscopre le sue radici: la leggenda della fondazione di Evarco, l’Acropoli e la scena del Teatro Antico

Un viaggio tra storia, archeologia e antropologia: convegno alla Biblioteca Bellini.

Esiste un filo invisibile ma indistruttibile che lega la memoria dei luoghi all’identità dei popoli.

Questo legame è stato il cuore pulsante della conferenza “Evarco e la Fondazione della Città di Katane”, svoltasi lo scorso 9 aprile presso la Biblioteca Civica “Vincenzo Bellini”.

L’incontro, promosso dalla delegazione catanese del FAI (Fondo Ambiente Italia), non è stato solo un esercizio di erudizione, ma un vero e proprio “cantiere della consapevolezza” sulle origini della città etnea.

La memoria dei luoghi e le fonti storiche

I lavori sono stati aperti dalla Prof.ssa Marilisa Yolanda Spironello, Capo Delegazione FAI Catania, che con un’elegante introduzione ha tracciato il perimetro etico dell’incontro, riflettendo sulla relazione tra valori culturali e il significato profondo dei luoghi che abitiamo.

La relazione principale, curata dal Prof. Michele Spironello, ha offerto una ricostruzione minuziosa e dotta delle fonti classiche. Partendo dai testi che documentano la fondazione greca, Spironello ha scavato nei profili psicologici dei protagonisti: il rapporto tra Evarco, ecista di Katane, e Teokles, fondatore di Naxos e Leontinoi. Una dissertazione capace di dare voce alla “testimonianza silente delle pietre”, trasformando il dato archeologico in narrazione dei secoli remoti.

Tra Atene e la Sicilia: il contesto archeologico

Ad arricchire il quadro scientifico è intervenuto il Prof. Massimo Frasca, già docente di Archeologia Classica. Frasca ha contestualizzato le diverse matrici coloniali della Sicilia del VII secolo a.C., distinguendo nettamente l’influenza dorica (legata a Siracusa) da quella calcidese, di cui Katane (fondata nel 728 a.C.) è fiera espressione. Di particolare interesse l’analisi dei complessi legami tra Ateniesi e Calcidesi, evidenziando come le nuove città siciliane cercassero spesso una via di allontanamento dall’egemonia della madrepatria.

Dal mito al teatro: Evarco torna in scena

L’incontro ha visto anche il contributo del Dott. Davide Crimi, che richiamandosi alla scuola antropologica di maestri come Giuseppe Giarrizzo e Maurice Aymard, ha spostato l’attenzione sulla funzione sociale del mito. Il mito non come reperto statico, ma come entità plurale e stratificata su cui poggia la nostra coscienza contemporanea.

Proprio questa visione “viva” della storia troverà compimento il prossimo 4 giugno alle ore 20:30, quando le pietre millenarie del Teatro Greco Romano di Catania ospiteranno lo spettacolo “Evarco – Leggenda della fondazione di Katane”. Il testo, firmato dallo stesso Davide Crimi, è il risultato di un laboratorio teatrale didattico che coinvolge gli istituti scolastici della città (Liceo Turrisi Colonna, Spedalieri, L. Mangano e IOS Musco). Con la regia del prof. Marco Longo e la produzione di Michele Di Dio Management all’interno dell’Amenanos Festival, l’opera restituirà centralità alla figura di Evarco in una dimensione di koiné condivisa.

Un cantiere aperto per la cittadinanza

L’iniziativa non si conclude con la conferenza, ma si pone come un progetto itinerante di cittadinanza attiva. L’obiettivo è estendere il dialogo alle scuole, all’Ateneo e alle istituzioni locali, valorizzando gli scambi culturali già avviati con nazioni come Grecia, Bulgaria e Spagna. Riscoprire Evarco significa, in ultima analisi, riconoscere che l’identità catanese non è un monolite, ma una ricca stratificazione di culture che ancora oggi ci parla di futuro.

Rispondi