GORGIA – NUDE CANZONI, “presentazione cantata” presso Pinacoteca Sciavarrello, ex Chiesa San Michele.
Scorre in anteprima la presentazione di un libro che è più un diario di appunti, ricolmo di ipotesi di canzoni e tracce di vita spirituale, quintessenza del vuoto, ma anche testo politico sulla rivoluzione incruenta del Novecento, quella del folk e del blues.
Una riflessione impegnata, schietta e amara sulla potenzialità meravigliosa e il modo subdolo che è stato utilizzato per sedare i movimenti di emancipazione e di protesta.
Qualcosa di più che una mera testimonianza di illusioni del voler capire e del sistematico permanere in una condizione erratica. I frammenti di dialogo con l’ospite di questo incontro – e degli altri incontri del Maggio dei Libri – Silvana Bonaccorso, semplificano e complicano i punti di osservazione.
Quanto alla poesia, la qualità non è valutabile. Nemmeno la musica, pervasa da suono con tempo irregolare, con largo impiego in senso musicale dell’aoristo. Probabili accordi, appena un po’ meno che disaccordi.

Eppure suona. Perché dentro ha l’anima, cioè qualcosa che non esiste e che non è dimostrabile e di cui non si può dimostrare la non esistenza, e nemmeno l’essere. Risponde esclusivamente al principio di necessità espressiva.
Non classificato, non classificabile.
Fin qui, qualche traduzione.
